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OSSIDI DI AZOTO (NOx)

Gli ossidi di azoto sono prodotti dalla combustione dei combustibili fossili, dipendono sia dalle caratteristiche dei combustibili che dalle caratteristiche degli impianti di combustione. Contribuiscono alle piogge acide e alla formazione dello smog fotochimico.

Con il termine NOx vengono indicati genericamente l’insieme dei due più importanti ossidi di azoto a livello di inquinamento atmosferico ossia l’ossido di azoto, NO, e il biossido di azoto, NO2 , gas bruno di odore acre e pungente. L’ossido di azoto, NO, è formato principalmente per reazione dell’azoto contenuto nell’aria (c.a.70% N2 ) con l’ossigeno atmosferico in processi che avvengono ad elevata temperatura e in special modo durante le combustioni per la produzione di calore, vapore, energia elettrica, energia meccanica (autotrazione, esplosioni), incenerimento, ecc...
Una volta formatosi, l’ossido di azoto, interagendo con l’ossigeno durante il processo di raffreddamento dei fumi, sempre in eccesso in un processo di combustione, si trasforma parzialmente in biossido di azoto con formazione di un miscuglio dei due ossidi chiamato NOx.

Entrambe le suddette reazioni sono strettamente correlate con la temperatura, con il residuo di ossigeno presente ed, in particolare per il biossido di azoto, con il quadrato della concentrazione del monossido.
In generale si può ritenere che la produzione di NO2 , quale inquinante primario, sia pari al 10 % dell’ossido di azoto complessivamente generato.
Il maggiore responsabile dell’inquinamento antropico da ossidi di azoto è il traffico autoveicolare che rappresenta quasi il 50% della produzione globale ed in particolare per l’utilizzo dei motori diesel.
Industrialmente questi possono essere emessi essenzialmente dagli impianti di produzione dell’acido nitrico e da quelli che lavorano composti azotati o che utilizzano direttamente l’acido nitrico come composto base come per la produzione di fertilizzanti, acido adipico, nylon 6.6, ecc...

Effetti sull’ambiente e sull’uomo:
I maggiori effetti diretti sull’ambiente degli ossidi di azoto sono dovuti alla loro ricaduta sotto forma di acido nitrico che creano zone di aggressione puntiformi ad elevata concentrazione, sia dagli ossidi in quanto tali. Esperimenti condotti hanno portato a verificare che 1 ppm di NO2 per 24 ore di esposizione crea già le prime necrosi a livello del fogliame, mentre 10 ppm di NO per 24 ore debilitano già in modo sensibile la fotosintesi clorofilliana. Sull’uomo è stato riscontrato che l’NO2 pare essere 4 volte più pericoloso dell’ NO ma data la facilità del loro interscambio entrambi sono potenzialmente pericolosi. Particolarmente significative sono comunque le esposizioni prolungate anche a bassi tassi di ossidi di azoto tanto che si sta studiando la possibilità che ben più importante debba essere l’apporto di ossidi di azoto respirati durante il soggiorno nelle abitazioni (inquinamento indoor) dovuto all’utilizzo dei fornelli a gas o alle caldaie di riscaldamento acqua e/o ambiente. Oltre alla loro pericolosità intrinseca, essendo questi particolarmente reattivi specialmente con sostanze di origine idrocarburica, si arriva alla formazione di composti la cui tossicità ne risulta fortemente amplificata.