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BIOSSIDO DI ZOLFO (SO2)

Il biossido di zolfo ha origine nelle combustioni di carburanti fossili contenenti zolfo quali il gasolio, gli oli combustibili e il carbone. Le principali sorgenti di questo inquinante sono, di conseguenza, gli impianti termici per la climatizzazione invernale e le centrali termoelettriche. Gli effetti sulla salute riguardano prevalentemente l'apparato respiratorio, causando irritazioni ai diversi organi e limitando la capacità di scambio gassoso.

Il biossido di zolfo è un inquinante primario emesso, in genere, dai processi di combustione a causa dello zolfo contenuto nei combustibili stessi. Sicuramente è l'inquinante più conosciuto ed è stato quello che è stato monitorato prima di tutti gli altri.  Attualmente, gli interventi legislativi che hanno progressivamente ridotto la quantità ammissibile dello zolfo nei combustibili e l'estendersi della metanizzazione, hanno ridimensionato l'impatto di questo inquinante sull'ambiente specialmente nel mondo industrializzato.

La soglia di allarme fissata dalla direttiva 1999/30/CE è di 500 µg/m³ misurati su tre ore consecutive in località rappresentative della qualità dell'aria, su almeno 100 km² oppure in una zona o un agglomerato completi, se tale zona o agglomerati sono meno estesi.