I risultati di un Workshop delle Nazioni Unite
il costo per raggiungere entro il 2010 gli obiettivi ambientali costerà all'Europa almeno 5miliardi di euro.
“Scienziati e politologi spesso non trattano l’inquinamento e il cambiamento climatico come due problemi indipendenti perché in effetti sono strettamente connessi tra loro”. Il risultato emerge dal recente workshop, organizzato durante la convention Unece (Commissione economica per l’Europa nell’ambito delle Nazioni Unite) sul tema dell’inquinamento transfrontaliero a lungo raggio. Il convegno che aveva come tema i collegamenti e le sinergie del controllo delle emissioni fatte a livello locale e globale, è stato organizzato dall’Istituto per i sistemi di analisi applicate (IIASA) e ha preso in esame i numerosi collegamenti tra questi due problemi e ha concluso che meritano di essere presi in considerazione insieme.
“L’inquinamento atmosferico – si legge sulle relazioni conclusive – interessa sia il clima locale che quello globale in modo diretto e al contempo indiretto”. L’ozono presente negli strati bassi dell’atmosfera contribuisce al surriscaldamento persino di più delle emissioni inquinanti contro le quali si è pronunciato il Protocollo di Kyoto. A raffreddare invece il clima ci pensano altre sostanze quali solfuri e nitrati il cui alto livello maschera gli effetti “riscaldanti” dell’ozono.
Diminuire le emissioni di solfuri e i nitrati necessarie a proteggere la salute dell’uomo e dell’ambiente facendo calare al contempo le emissioni dannose può oggi risultare più facile. Inoltre azioni mirate ad abbassare i gas vietati (per esempio tagliando le emissioni prodotte da motori diesel) avrebbero anche un doppio beneficio perché da un lato proteggerebbero la salute dell’uomo e dall’altro migliorerebbero il clima sia a livello locale che mondiale.
Anche il metano è tra quelle sostanze che hanno ripercussioni negative sul clima (è uno di quelli messi al bando dal Protocollo di Kyoto) e contribuisce ad aumentare il livello di ozono sulla terra. Le emissioni di metano sono cresciute negli ultimi anni molto rapidamente rispetto all’epoca pre-industriale ma riducendole migliorerebbe sensibilmente la situazione ambientale e il problema del cambiamento climatico.
Per aiutare il nostro clima sono poi da considerare i “tempi di smaltimento” che questi gas hanno in atmosfera. Il biossido di carbonio, per esempio, resiste qualche decina d’anni mentre invece l’ozono e il metano fanno sentire i loro effetti per un periodo di 10-20 anni.
E dietro ai legami esistenti degli inquinanti esiste il legame esistente tra le varie sorgenti inquinanti. La produzione di energia e i trasporti, per esempio, sono responsabili della maggior parte della produzione di CO2 e delle varie sostanze inquinanti. Tragliando in consumi energetici e l’utilizzo delle auto, si avrebbero quindi benefici doppi.
Da studi commissionati dall’Unece emerge che il costo per raggiungere entro il 2010 gli obiettivi ambientali costerà all’Europa almeno 5miliardi di euro. Stesse cifre sono stimate per Cina e Messico.
Per maggiori informazioni si può contattare:
Henning Wuester
Environment and Human Settlements Division
United Nations Economic Commission for Europe (UNECE)
Palais des Nations, office 323
CH - 1211 Geneva 10, Switzerland
Phone: +41(0)22 917 23 63
Fax: +41(0)22 907 06 21
E-mail: henning.wuester@unece.org
Web site: http://www.unece.org
Fonte: Unece